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Presidi per diabetici

Al Senato è stato depositato il seguente OdG da vari senatori del PD:

Il Senato, premesso che:
i presidi sanitari sono strumenti essenziali per il controllo medico, per il decorso terapeutico di stati morbosi e/o invalidanti e in alcuni casi sostituiscono o integrano una parte mancante o danneggiata del corpo umano; il Servizio sanitario nazionale (SSN), in applicazione dell'articolo 32 della Costituzione e delle leggi vigenti in materia, eroga ai cittadini affetti da malattie i presidi diagnostico-terapeutici e ogni altro presidio sanitario volto alla cura di patologie croniche e/o invalidanti o a compensare le disfunzioni di alcune parti dell'organismo;
per la patologia diabetica, ad esempio, il Servizio sanitario nazionale garantisce la somministrazione di tutti i presidi diagnostici necessari per la terapia vitale del paziente;
nello specifico, la fornitura e la distribuzione concreta dei suddetti presidi sono svolte, alternativamente, in maniera diretta, mediante l'acquisizione dei presidi presso i distretti e i centri di diabetologia di Aziende sanitarie locali e ospedali, o in forma indiretta, attraverso l'approvvigionamento dei presidi presso le farmacie, a cui le competenti Aziende sanitarie locali corrispondono il dovuto rimborso;
nell'ambito delle diverse regioni, e talvolta anche all'interno di un medesimo territorio regionale, i presidi diabetici sono erogati con diverse modalità e secondo differenti importi di rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale;
nel Lazio, ad esempio, il prezzo unitario rimborsato dal SSN per ogni striscia reattiva di rilevazione della glicemia è pari a 0,81 euro, a fronte di un rimborso di 0,513 euro praticato in Lombardia e, proprio in tale ultima regione, detto rimborso si riduce a 0,125 euro nel distretto di competenza degli Ospedali civili di Brescia;
a carico del bilancio dello Stato, quindi, gravano costi di diverso importo a fronte dell'erogazione di presidi identici e comparabili;
in Italia solo il 60 per cento delle persone diabetiche pratica l'autocontrollo. Come accertato scientificamente, tale pratica consente un iter terapeutico regolare ed un rapporto medico-paziente più corretto ed efficace; un controllo glicemico costante consente quelle modifiche terapeutiche che favoriscono una minore insorgenza delle complicanze, cause di ripetuti ricoveri ospedalieri che limitano il benessere vitale e la regolare attività professionale del soggetto diabetico, consentendo anche un risparmio economico;
tuttavia, in Italia ben il 40 per cento dei soggetti diabetici non è dedito a questa corretta prassi di autocontrollo della patologia attraverso la glicemia e il SSN deve contribuire a ridurre questa elevata percentuale; considerato che:
alcune Aziende sanitarie avevano indetto, e successivamente revocato, gara pubbliche per la fornitura di presidi diabetici adottando l'unico criterio del prezzo più basso senza considerare le indicazioni provenienti dai diabetologi e prescindendo dalla valutazione del quadro clinico e dello stile di vita di ogni singolo paziente;
a causa dell'immissione nel mercato di dispositivi privi degli essenziali requisiti di qualità e che rilevavano in maniera errata il tasso di glicemia nel sangue, si è provveduto al conseguente ritiro per evitare gravi danni ai pazienti diabetici, impegna il Governo:
a promuovere una corretta diagnosi e terapia delle patologie croniche, come il diabete, o di altre affezioni invalidanti e ad ammettere all'utilizzo nazionale una pluralità di dispositivi medici che siano conformi ai requisiti della normativa comunitaria e alle innovazioni tecnico-scientifiche e rispondano alle esigenze cliniche e personali dei pazienti;
a provvedere alla redazione di linee guida di riferimento per la fornitura dei presidi diabetici al fine di garantire la qualità dei dispositivi, la libera scelta del paziente, un'uniformità su tutto il territorio nazionale e un risparmio della spesa pubblica.

Il Senato, premesso che:
i presidi sanitari sono strumenti essenziali per il controllo medico, per il decorso terapeutico di stati morbosi e/o invalidanti e in alcuni casi sostituiscono o integrano una parte mancante o danneggiata del corpo umano; il Servizio sanitario nazionale (SSN), in applicazione dell'articolo 32 della Costituzione e delle leggi vigenti in materia, eroga ai cittadini affetti da malattie i presidi diagnostico-terapeutici e ogni altro presidio sanitario volto alla cura di patologie croniche e/o invalidanti o a compensare le disfunzioni di alcune parti dell'organismo;
per la patologia diabetica, ad esempio, il Servizio sanitario nazionale garantisce la somministrazione di tutti i presidi diagnostici necessari per la terapia vitale del paziente;
nello specifico, la fornitura e la distribuzione concreta dei suddetti presidi sono svolte, alternativamente, in maniera diretta, mediante l'acquisizione dei presidi presso i distretti e i centri di diabetologia di Aziende sanitarie locali e ospedali, o in forma indiretta, attraverso l'approvvigionamento dei presidi presso le farmacie, a cui le competenti Aziende sanitarie locali corrispondono il dovuto rimborso;
nell'ambito delle diverse regioni, e talvolta anche all'interno di un medesimo territorio regionale, i presidi diabetici sono erogati con diverse modalità e secondo differenti importi di rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale;
nel Lazio, ad esempio, il prezzo unitario rimborsato dal SSN per ogni striscia reattiva di rilevazione della glicemia è pari a 0,81 euro, a fronte di un rimborso di 0,513 euro praticato in Lombardia e, proprio in tale ultima regione, detto rimborso si riduce a 0,125 euro nel distretto di competenza degli Ospedali civili di Brescia; a carico del bilancio dello Stato, quindi, gravano costi di diverso importo a fronte dell'erogazione di presidi identici e comparabili; in Italia solo il 60 per cento delle persone diabetiche pratica l'autocontrollo. Come accertato scientificamente, tale pratica consente un iter terapeutico regolare ed un rapporto medico-paziente più corretto ed efficace; un controllo glicemico costante consente quelle modifiche terapeutiche che favoriscono una minore insorgenza delle complicanze, cause di ripetuti ricoveri ospedalieri che limitano il benessere vitale e la regolare attività professionale del soggetto diabetico, consentendo anche un risparmio economico;
tuttavia, in Italia ben il 40 per cento dei soggetti diabetici non è dedito a questa corretta prassi di autocontrollo della patologia attraverso la glicemia e il SSN deve contribuire a ridurre questa elevata percentuale; considerato che:
alcune Aziende sanitarie avevano indetto, e successivamente revocato, gara pubbliche per la fornitura di presidi diabetici adottando l'unico criterio del prezzo più basso senza considerare le indicazioni provenienti dai diabetologi e prescindendo dalla valutazione del quadro clinico e dello stile di vita di ogni singolo paziente;
a causa dell'immissione nel mercato di dispositivi privi degli essenziali requisiti di qualità e che rilevavano in maniera errata il tasso di glicemia nel sangue, si è provveduto al conseguente ritiro per evitare gravi danni ai pazienti diabetici, impegna il Governo:
a promuovere una corretta diagnosi e terapia delle patologie croniche, come il diabete, o di altre affezioni invalidanti e ad ammettere all'utilizzo nazionale una pluralità di dispositivi medici che siano conformi ai requisiti della normativa comunitaria e alle innovazioni tecnico-scientifiche e rispondano alle esigenze cliniche e personali dei pazienti;
a provvedere alla redazione di linee guida di riferimento per la fornitura dei presidi diabetici al fine di garantire la qualità dei dispositivi, la libera scelta del paziente, un'uniformità su tutto il territorio nazionale e un risparmio della spesa pubblica.

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